Il mio pesto alla genovese “espresso”

Come preparare un buon pesto alla genovese, di sicuro i genovesi lo sanno bene e di questo non voglio prendermi nessun merito, ma visto che mio marito ha amorevolmente coltivato una pianta di basilico, non potevo non rendergli onore mostrando il buon uso che ne ho fatto.

La vera ricetta naturalmente è quella con il mortaio, ma come premesso nel titolo il mio è un pesto “espresso” adattato alla vita frenetica di tutti i giorni, quindi evviva il minipimer :-).

Devo dire che il risultato è comunque più che soddisfacente, persino i miei bimbi (dai gusti difficili) l’hanno gradito.

Prima di mostrarvi la ricetta vorrei spendere giusto due parole su questa profumata pianta

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“Il basilico è una delle piante aromatiche più usate in cucina per dare sapore ad insalate, sughi, minestre, formaggi, salse, ecc. ed è anche il principale ingrediente del famoso pesto alla genovese   

Ha inoltre proprietà terapeutiche: stimolanti, antispasmodiche, diuretiche, tonico-digestive, antisettiche e antinfiammatorie.”

Ingredienti:

  • 100 gr di foglie di basilico fresche
  • 40 gr di pinoli
  • 90/100 gr di parmigiano grattuggiato
  • 20 gr di pecorino sardo
  • 100 gr di olio e.v.o. di qualità
  • 1 spicchio d’aglio
  • 6 gr di sale grosso

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Preparazione:

Lavate in acqua fredda le foglie di basilico e mettetele ad asciugare su di un canovaccio.

In una ciotola mettete i pinoli, il sale grosso, l’aglio (senza anima così è più digeribile) e un po’ d’olio.

Frullate ed iniziate ad aggiungere un po’ alla volta il basilico e l’olio.

Aggiungete poi i formaggi grattuggiati e frullate per amalgamere il tutto.

Dovrete ottenere un composto omogeneo.

La lavorazione dev’essere veloce e terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione.

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Se non lo utilizzate subito potete conservarlo nel congelatore dividendolo in piccole porzioni (io utilizzo dei vasetti tipo quelli degli omogenizzati) o monoporzioni mettendolo dentro le vaschette per il ghiaccio.
E’ importante lasciarlo scongelare a temperatura ambiente e NON scaldarlo mai, altrimenti diventa amaro.

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2 thoughts on “Il mio pesto alla genovese “espresso”

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