Torta di pasta brise√® con pere pecorino e nocciole

Quando ho voglia di preparare qualcosa di diverso, ma non so esattamente cosa, mi blocco davanti al frigo aperto ed inizio a fissarlo, come se da un momento all’altro potesse prender vita e suggerirmi qualcosa ūüôā Questo ovviamente non accade, ma mi √® utile per¬†studiare gli ingredienti a disposizione e andare a¬†scovare in internet qualche idea.

Cos√¨ √® stato questo pomeriggio e il mio navigare mi ha portata a scoprire una ricetta interessante sul blog¬†di:¬†Le ricette di Micol¬†…… ve la ripropongo perch√® √® particolare e soprattutto molto buona.

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Ingredienti:

  • Un rotolo di pasta brise√® gi√† pronto
  • 5¬†pere coscia (quelle piccole)
  • una fetta di¬†pecorino sardo da 200 gr circa
  • 50 gr¬†circa di granella di nocciole
  • parmigiano grattugiato q.b.
Preparazione:
Pelate le pere e tagliatele a fettine sottili
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Tagliate a fettine anche il pecorino.
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Stendete la pasta briseè su di una teglia ricoperta con carta da forno
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Ricopritela con una parte di granella di nocciole
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Mettete ora uno strato di pere a fettine,alternandole alle fette di pecorino.
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In ultimo cospargete con la granella di nocciole rimasta ed una spolverata di parmigiano grattugiato.
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Cuocete in forno¬†preriscaldato¬†a 180 gradi per 20 minuti¬†coprendo¬† la torta con una carta d’alluminio, poi¬†scopritela e cuocete per altri 20 min.
Servite la torta tiepida.

Torta pasqualina

Ecco un tipico piatto pasquale, che ha origini genovesi, ma che viene preparato anche in altre localit√† d’Italia con caratteristiche differenti (talvolta anche in versione dolce).

Alcune notizie sull’origine di questa torta:

“La torta pasqualina √® appunto¬†tipica del periodo pasquale. Rappresenta il clou del pranzo pasquale e in passato era l’apoteosi dell’abilit√† delle casalinghe, che leggendariamente si narra riuscissero a sovrapporre sino a trentatr√© sfoglie in omaggio agli anni di Cristo.

Una variante per altri periodi prevede l’uso delle bietole o di altra verdura al posto dei carciofi.

L’esistenza della torta pasqualina genovese √® documentata dal XVI secolo, quando il letterato Ortensio Lando la cita nel Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano. Allora era nota come gattafura, perch√© le gatte volentieri le furano et vaghe ne sono, ma anche lo stesso scrittore ne era ghiotto tanto da scrivere: “A me piacquero pi√Ļ che all’orso il miele“.

Nei secoli scorsi uova e formaggio, ingredienti essenziali della pasqualina, erano alimenti che si consumavano solo nelle grandi ricorrenze.

A Ventimiglia si usano nel ripieno erbe selvatiche (caccialepre, ortica, allattalepre, songino), al posto delle bietole e della borragine.”

Nella mia ricetta ho utilizzato spinaci, anche adatti per questa torta salata.

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Ingredienti:

  • 350 gr di spinaci (che possono essere sostituiti con gli ortaggi indicati in premessa)
  • 150 gr di ricotta
  • 50 gr di parmigiano
  • 50 gr di pecorino
  • 2 confezioni di pasta sfoglia
  • 5 uova
  • sale

Preparazione:

Pulite e lessate gli spinaci in acqua bollente e salata per 5 min.

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Fatto questo,  scolateli e strizzateli molto bene.

Preparate il ripieno amalgamando bene la ricotta, con 1 uovo, il parmigiano e il pecorino.

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Lavoratelo bene aggiungendo un po’ di sale. Quando il composto sar√† ben amalgamato, unite¬†gli spinaci¬†lessati. Potete farlo unendo le foglie cos√¨ come sono oppure tritarle. Io le ho lasciate intere.

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Prendete uno stampo circolare, con il bordo bello alto, foderatelo con carta da forno e adagiatevi la pasta sfoglia.

Foderato lo stampo, riempitelo con il ripieno di ricotta e spinaci, preparato precedentemente. Prima di chiudere, fate 3  piccoli incavi nel ripieno equidistanti l’uno dall’altro.

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Aprite in ciascun incavo un uovo intero, in modo che durante la cottura diventerà sodo.

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Chiudete la torta con un disco di pasta sfoglia sul quale ripiegherete la sbordatura del disco di base.

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Spennellate la superficie con uovo sbattuto e decoratela a piacere con un disegno pasquale.

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Infornate a 200 gradi per circa 50 minuti.

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